lunedì 29 giugno 2009

Lo stand Arketipo al Salone del Mobile 2009

In queste immagini posto alcune foto che ho realizzato all'ultima edizione del salone del mobile di Milano.
Dei tanti stand che ho visto all'interno della manifestazione, questo è uno di quelli che mi ha colpito maggiormente.
Lo spazio era una penisola, ed aveva sui tre lati aperti questa struttura realizzata in materiale plastico denominato policarbonato alveolare.
All'interno una parete di fondo in legno con un motivo stampato, che riprendeva la texture della struttura frontale.
Pedana a terra con un rivestimento superficiale in laminato bianco lucido.
Stand molto interessante, forse anche troppo, visto che personalmente mi sono soffermato a guardare la struttura e ho perso di vista quello che esponevano all'interno!




Particolare dei sistemi di aggancio della struttura.


giovedì 25 giugno 2009

Il nuovo ristorante Switch di Rashid


«La mia intenzione era di creare un unico spazio per il Dubai Mall, che diventerà un simbolo di riferimento, non solo a Dubai, ma anche nel resto del mondo» Karim Rashid

Ci sarà riuscito?




martedì 23 giugno 2009

Settimana Internet @ Roma


Ogni tanto qualcosa di interessante e sopratutto gratuito viene fatto.Per questo motivo vi segnalo questo evento, pensato per parlare di internet e delle sue potenzialità a chi pensa che la rete non sia così utile per la sua vita quotidiana.

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l’assessore provinciale alle Politiche Culturali, Cecilia D’Elia hanno presentato la ‘Settimana Internet @ Roma’, una iniziativa realizzata in collaborazione con Codice Internet - progetto di eventi e campagne per la divulgazione di Internet in Italia - per sensibilizzare i cittadini sul tema delle opportunità della Rete e farne comprendere le molteplici occasioni di impiego nella vita quotidiana.

Dal 22 al 26 giugno sono in programma cinque conferenze spettacolo (ingresso gratuito fino a esaurimento posti) che toccheranno diversi aspetti dell’uso delle nuove tecnologie: Internet e turismo, Internet e Anziani, Internet e Imprese, Internet e Giovani e Internet e Donne.

Questo l’elenco delle iniziative previste:

  • 22 giugno – Vivere e viaggiare nell’era di Internet. Palazzo Valentini, a Roma in via IV Novembre - 119/A, dalle ore 20.30 alle ore 22.30. Si parlerà di come il web possa essere uno strumento utile per promuovere il turismo e per sostenere le imprese che operano nel settore, nonché un canale aggiuntivo per chi intende mettersi in viaggio. A questa serata interverrà il Trio Medusa.
  • 23 giugno – Internet alleato dell’azienda. Palazzo Valentini, dalle ore 20.30 alle ore 22.30. Verranno illustrate le modalità con cui la rete può aiutare i consumatori e le aziende ad uscire dalla crisi. Parteciperà il Direttore responsabile di Sky Tg 24, Emilio Carelli.
  • 24 giugno – Toglimi tutto ma non il mio Facebook. Istituto Europeo di Design (IED), a Roma, via Alcamo - 11, dalle ore 20.00 alle ore 22.00. Si discuterà di come internet possa rappresentare una risorsa preziosa per i più giovani e per valorizzarne talento e creatività. Partecipa alla serata il duo musicale “Zero Assoluto”.
  • 25 giugno – Mio nipote è online… e io? Centro Anziani di Monterotondo, via Kennedy - 47, dalle ore 16.30 alle ore 18.30. Verranno presentate le potenzialità della Rete per le persone anziane. Intervengono Piergiorgio Bellocchio e sua madre Gisella Burinato.
  • 26 giugno – Quando la Rete è donna. Palazzo Valentini, dalle ore 20.30 alle ore 22.30. Si parlerà delle opportunità che internet offre alle donne. Interverrà Simona Izzo, nota attrice regista e sceneggiatrice.


Per maggiori info:

http://www.provincia.roma.it/news/al-la-settimana-internet-roma

giovedì 18 giugno 2009

Materiali,tecnologie,allestimento.


Progettare uno stand, grande o piccolo che sia, richiede la capacità di far interagire due discipline: architettura e comunicazione. Un corretto progetto di stand è frutto di una competente, sicura e completa cultura progettuale dei volumi, degli spazi, dei piani, dei materiali appropriati, dell'exhibit design, del mostrare, integrata con una adeguata cultura delle tecniche di comunicazione d'impresa e della percezione, per presentare un'identità convincente di marca, per promuovere vendite, immagine, contenuto tecnologico e affidabilità dell'impresa.Lo stand è uno spazio interattivo organizzato per promuovere la relazione interpersonale tra il fronte della produzione e il fronte del consumo per produrre profitto.

La fiera come media ha la funzione di porgere il messaggio, stimolare l'attenzione, promuovere l'immagine, mostrare l'appeal del prodotto o del servizio, incrementare le vendite, agire con persuasione nell'ambito della percezione umana.La logica espositiva dello stand richiede un'intelligenza critica di progettazione, diretta a intensificare l'impatto dell'allestimento in chiave di comunicazione d'impresa, rendere persuasiva e vincente l'immagine sugli espositori concorrenti, stimolare l'attenzione e la percezione del messaggio attraverso le tecniche e gli strumenti architettonici.

La filosofia architettonica, nel progetto dello stand, deve essere strumentale alla filosofia della comunicazione. Lo stand, supporto di una corretta e convincente percezione dell'immagine d'impresa, deve essere una combinazione tra tecniche architettoniche, di arredo e di comunicazione tale da influenzare le percezioni sensoriali dei visitatori, condizionando gli atteggiamenti verso la marca e le decisioni d'acquisto.Il mostrare fa acquisire una nuova dimensione al progetto architettonico, che ha come finalità la comunicazione commerciale, stimolando nuove logiche di ideazione. Anche l'uso e la scelta dei materiali diventa strumentale alla comunicazione. Il contesto fieristico trascende la relazione tra spazio e funzione architettonica perché le superfici, la luce, i colori, le testurizzazioni, i piani, gli spazi, le volumetrie, il look, lo stile, il design, i complementi di esposizione e di arredo acquistano la funzione di strumenti dell'immagine: l'allestimento, quindi, diventa un macchina integrata nella funzione di comunicazione d'impresa.

A tutto questo si devono aggiungere il rispetto delle norme tecniche e degli obblighi di legge relativi alla sicurezza e, infine, una funzionalità pratica sia nelle tecniche di progettazione sia nell’uso dei materiali, dovuta alle specifiche esigenze della logistica imposta dalla fiera: trasporti agevoli, velocità di montaggio, smontaggio e rimontaggio, pratica di magazzinaggio.


Testo tratto da: Il Marketing Fieristico


martedì 16 giugno 2009

Galleria Gard di Roma : Riciclo Arte Ricostruzione



Adotta una “bottega” in Abruzzo - Rete di solidarietà nell’Arte per l’Arte, un aiuto concreto - dove serve davvero poco per ricominciare

Dopo la prima esposizione pilota che si è tenuta dal 22 maggio al 5 giugno, durante la quale sono stai messi a disposizione i " Cocci" della prima artigiana Abruzzese a tutti gli artisti che desideravano creare Arte Ri-Nata con essi. Ora presentiamo la seconda fase del progetto , saranno messe in esposizione le opere realizzate con l'utilizzo dei "Cocci" , ogni artista ha creato una o più opere con all'interno dei pezzi di ceramiche abruzzesi distrutte dal terremoto, esprimendosi con le proprie tecniche e il proprio linguaggio, dando una nuova vita o dignità al lavoro di questa artigiana, si potranno ammirare, sculture, dipinti, design, gioielli e fotografie. Le opere saranno presentate in diversi luoghi e sperando che l'esposizione si concluda con un'asta pubblica.

L'idea:
Di fronte alla grave situazione che si è venuta a creare a seguito del sisma in Abruzzo, che ha colpito non solo le persone, le loro famiglie, le loro abitazioni, i luoghi artistici e culturali ma anche le loro attività commerciali, diviene urgente la consapevolezza che solo la ripresa delle normali attività lavorative possa ridar loro speranza e dignità.
GARD Galleria Arte Roma Design, una delle poche realtà romane, situata nell’ex zona del porto fluviale tra il Gazometro e la Piramide Cestia, rivolta da sempre a tematiche sociali e ambientali attraverso la promozione e divulgazione di opere realizzate da artisti emergenti e designer che si occupano di autoproduzione, propone con il Patrocino del Comune Di Roma Municipio RM XI e del Comune Di Cocullo ( AQ ), il progetto Riciclo Arte Ricostruzione.
La finalità del progetto è quella di abbinare il percorso artistico di giovani emergenti che si occupano di Arte, Design, Artigianato, Fotografia, Gioielli, Moda ad un’ iniziativa di solidarietà.
I protagonisti di questo progetto sono gli artigiani Abruzzesi, la GARD e i suoi artisti.
Il progetto Riciclo Arte Ricostruzione – Adotta una bottega in Abruzzo, è un’iniziativa a sostegno delle botteghe artigiane dei paesi abruzzesi colpiti dal terremoto costrette a interrompere la loro attività per i danni subiti soprattutto dai manufatti e dagli attrezzi del mestiere. L'idea nasce dall’esperienza di un’artista della Gard, che ha una bottega di ceramiche a Casale, Comune di Cocullo, unica artigiana che porta avanti la tradizione della produzione artigianale di ceramica tipica abruzzese, che con il terremoto ha subito danni ai manufatti artistici. Danno che, anche se non elevato, potrebbe causarle notevoli difficoltà, e come lei tanti altri artigiani, in questo momento, si trovano nella stessa condizione.

Le fasi e gli obbiettivi del progetto:
Quantificare i danni subiti dalle botteghe artigiane, che chiameremo “Cocci”, pezzi dei manufatti artigianali danneggiati.
I “Cocci” verranno fotografati e inventariati;
Ricercare sponsor per l’acquisto dei “Cocci” (ad oggi hanno aderito realtà che ci supportano con servizi in qualità partnership);
Inaugurare la 1° mostra pilota Riciclo Arte Ricostruzione prevista dal 22 maggio al 5 giugno che ospiterà linguaggi artistici diversi e consentirà l'avvio del progetto;
Mettere i “Cocci” a disposizione degli artisti della GARD che li trasformeranno in nuove opere dal particolare valore aggiunto (collezioni di gioielli, mosaici, sculture e altro).
Le opere "Ri-Nate" saranno presentate dal 19 al 26 giugno in occasione della 2° mostra Riciclo Arte Ricostruzione;
Creare una rete di ricerca per individuare altri artigiani che si trovino nella medesima condizione;
Organizzare eventi con le opere "Ri-Nate" i diverse località e nei comuni di appartenenza delle botteghe artigiane salvate;

Questo progetto “pilota” potrà essere adottato da realtà private o pubbliche, con la direzione artistica della Galleria GARD e dei suoi collaboratori, al fine di creare una vera e propria rete di solidarietà nell’Arte per l’Arte.

La GARD è alla ricerca di imprese, società, enti o privati i quali siano interessati a sponsorizzare in forma economica il progetto Riciclo Arte Ricostruzione Adotta una “bottega” in Abruzzo.

Direttore Artistico

Sonia Mazzoli

TITOLO: Riciclo Arte Ricostruzione ( seconda parte )
DOVE: I° Tappa GARD Galleria Arte Roma Design
Via Dei Conciatori 3/i (giardino interno) – Roma (Metro Piramide)
QUANDO: Dal 19 al 26 Giugno 2009
ORARI: dalle 16,00 alle 19,00 - dal lunedì al venerdì
(altri giorni e orari su appuntamento)
INGRESSO: a sottoscrizione libera
PATROCINIO: Comune Di Roma Municipio RMXI - Comune Di Cucullo ( AQ )
PATNERSHIP: Domenica Roma free press - Copy Center Centro Stamapa Digitale - Meating Concept Store & Restaurant
COLLABORAZIONI: Viola Cinti, Melanie Trucco, Manuela De Lorenzo, Daniele Pinti

Info: 06.5759475 – 340.3884778 – soniagard@gmail.com - wwwgalleriagard.com


Alcune immagini delle opere:

Fracture : Daniele Pinti.


RicostruzioneSolareRicostruzione Solare : L.Schipani.

Rinalda Randisi.


lunedì 15 giugno 2009

Casa Pazza Casa

Conosco bene le "regole" del blogging e sò che scrivere o postare degli articoli molto lunghi non è proprio il massimo che si possa fare, per una serie di motivi, primo tra tutti la perdita d'interesse da parte del lettore.
L'articolo di Valeria Palermi trovato sulle pagine dell'Espresso però , è molto interessante e vale sicuramente la pena impegnare 5 minuti per completarne la lettura......

".......se tutti diventiamo migliori avremo un mondo migliore.........."


Abitazioni effimere, spazi ribelli. Creati nella Francia profonda da gente diversa, ma con un desiderio in comune: vivere dentro la natura. E per questo si rifugia in yurte, roulotte mutanti, capanne sugli alberi, igloo fatti di paglia e terra. Luoghi in cui bisogna essere ben folli per vivere. O forse molto saggi.


Non sono parigini 'emmerdé' dal caos della metropoli, né aristocratici a caccia di un buen retiro. Sono molte cose e nessuna, in effetti: apripista e retroguardia, visionari e nostalgici, inviati dal futuro e creature della foresta. Hobbit contemporanei.
Come descrivere, altrimenti, il piccolo 'village troglodite' spuntato nella provincia dell'Anjou? Le case, una a una, si sono rintanate nella roccia come rifugi di umani primitivi. Eppure siamo nella Francia profonda. Ma è proprio qui che sta nascendo un disegno: una rete di abitazioni effimere, spazi ribelli, case volubili. Compromessi, più o meno ragionevoli, tra utopia e realtà, tra desideri e possibilità. Dilagano dalla Bretagna al Massif Central, dalla regione degli Alti Pirenei a quella del Cantal.
Li chiamano neo-ruraux, neoruralisti. Popolo eterogeneo, ma con un desiderio unificante: tornare alla campagna. Provare a vivere con meno, per avere molto di più. Dentro, ci trovi di tutto: dall'ecologista convinto, disposto a scendere a patti col bisogno di comfort pur di ridurre la sua impronta ecologica e fare una vita a zero emissioni, al post sessantottino ancora inquieto (da noi comprerebbe un trullo); dal neocontadino al pendolare tra città e campagna; dagli artisti alla gente del circo; dal trentenne che ha capito che la fuga è un'arte da imparare giovani, ai tanti 'baba-cool', mansueti frikkettoni. In comune una voglia: dare un segno forte di cambiamento. Anzi, abitarlo quel segno. Così le case le costruiscono con le loro stesse mani, e ne fanno yurte, roulotte, rifugi sugli alberi. Addirittura iglù. Case in cui bisogna essere ben pazzi per vivere, o forse molto saggi. Case con il genoma manipolato, mezze auto e mezze roulotte per esempio, e allora diventano 'carlotte'. Oppure sono 'kerterre', iglù fatti di paglia e di terra. Le più estreme: minimalismo all'ennesima potenza, case quasi da mondo post atomico, come quello immaginato da Cormac McCarthy ne 'La strada', dove vivere del poco che è rimasto. Evelyne Adam e i suoi in un iglù così ci vivono, in Bretagna. Bevono acqua piovana, dormono per terra, lavano i panni con la cenere. Il lavoro quotidiano è sopravvivere. Anche il fine è estremo: tornare alla terra nel senso di fondersi, non lasciar traccia. Le case sono di terra e paglia: ecologismo talebano. Evelyne è una sorta di militante di questa filosofia, ma non è in conflitto col territorio. Gli abitanti del paese vicino vengono da loro a comprarne il pane fatto in casa e i prodotti artigianali, e seguono le sue lezioni sulle erbe selvatiche.

Non sempre c'è tanta armonia, con i vicini. Le case ribelli disturbano. A volte creano problemi con la legge, perché non tutti amano avere questi vicini che sembrano squatter, che fanno lavori intermittenti, che suscitano incomprensioni e ostilità. Ne hanno bruciate diverse, di yurte, nella regione dei Pirenei, oppure le hanno fatte smontare. Basta chiamare i gendarmi, quasi sempre si trova che non sono autorizzate. Soluzione? Isolarsi, restare il più possibile discreti. Farsi accettare è una sfida continua, non tutti tengono duro fino alla fine, into the wild.
I più sereni sono i bambini. Troppo facile descriverli allegri, giustamente arruffati e con le gote rosse, però è così che le hanno: e si divertono un sacco, perché vivono con adulti che hanno più voglia di giocare di loro. Vedi i Galthazor. Alsaziani, artigiano lui, psicologa lei. La casa è un viaggio nella testa di Claude, un percorso niente affatto lineare tra corridoi, solai, botole, scale. Una casa-cervello come le scale impossibili di Escher perché ricalca le sue sinapsi; una casa matrioska, dove ogni cassetto apre altri anfratti. Dove ogni oggetto racconta una storia, e forse sono troppe. I bambini scrivono liberamente sui muri e si arrampicano sulla struttura esterna in vetro e metallo, perfino i criceti hanno un loro minuscolo percorso-vita, è la casa di Alice nel paese delle meraviglie, a patto di sapere che Alice va incontro alle sorprese più strane.
Nella 'carlotte' dei Lom, invece, in Picardie, c'è solo un letto. Anne e Joseph sono gente di circo, gli basta lo spazio davanti alla roulotte per allenarsi. Vivono con pochissimo, ma hanno grandi progetti: come quello di creare un loro circo, sotto una grande tenda. Del resto per questa gente le utopie sono sempre possibili, basta sapere che per realizzarle si paga un prezzo, non sempre modesto. Perché non avere l'elettricità non è pittoresco, vuol dire che la sera si va a letto presto, che la mattina ci si alza presto, che non ci sarà una lavatrice né una lavastoviglie da caricare, alla fine della giornata. Ma va bene così, anzi va così bene che Laurette e Boboss la loro yurta evoluta l'hanno ribattezzata 'isola dell'amore', e lei davanti ci danza.
Maxime e Corinne, davanti alla loro casa di legno, fanno il saluto al sole. Lei insegna yoga, lui è un artigiano. Si sono costruiti una casa sopraelevata e attraversata da un albero. L'hanno pensata in modo tale che l'albero continua a crescere senza distruggerla, solo accarezzandola più da vicino.
E poi ci sono quelli della casa rotonda, a Brest, in Bretagna. Più anziani, più borghesi, più 'normali'. Però anche loro, alla fine, la casa se la sono fatti da soli, l'architetto a un certo punto si è stufato: volevano una casa rotante, perché seguisse i raggi del sole. E infatti ora basta spingerla e gira, è leggera. Dentro ha il suo piccolo segreto, è una casa-disco volante.
Perché queste, tutte, sono case pronte a partire, o a essere lasciate senza troppe cerimonie. Case provvisorie e leggere, dove è difficile immaginare che squilli una sveglia al mattino, e qualcuno si prepari in fretta a uscire. Case miracolose e ingegnose, da villaggio dei puffi o abitate da elfi. Come la più bella: la casa di Flo, nelle Cevennes. Maison-folletto arrampicata sugli alberi: fuori strappata di peso dal mondo delle fiabe, dentro confortevole e ben arredata, e integrata perfettamente col paesaggio. Qui tutto è geometricamente asimmetrico, rigorosamente precario, flessibile per scelta, e per adattarsi alle forme dell'erba. Una casa liquida, dove il tetto è in tela, non rigido, così può confondersi nel fogliame. Una piccola casa poetica, per proprietari che fanno un mestiere poetico: cinema itinerante, da moderni troubadour di immagini. Portano il cinema nelle scuole, girando con proiettore e dvd, in quei villaggi francesi dove non c'è neppure una sala. Intanto la casa li aspetta, e trattiene il respiro.
Chi si fa una casa così nei sogni ci crede, conosce il potere della fantasia. Adesso loro due sono in Africa, a seguirne un'altra. Sono partiti su bici che si trainano dietro una specie di microcasa, difficile da immaginare, ma una volta che ci sei riuscito devi fare un altro salto logico. Perché qui nessuna mutazione è mai definitiva, e perfino quell'aggeggio diventa una barca, apre vele nascoste, e prende il mare.

Articolo di: Valeria Palermi

Fonte: L'espresso


giovedì 11 giugno 2009

Gli estintori di Fire design

Sarà perchè ho un passato da Vigile del Fuoco, o forse perchè il mio occhio è attratto dai mille colori che li rivestono, ma devo ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito da questi estintori.
La ditta si chiama Fire Design è francese e produce questi utilissimi oggetti , decorandoli con delle grafiche molto accattivanti,che possono essere anche realizzate in modo personalizzato su richiesta del cliente.
Un oggetto di uso comune che può, in questo modo, diventare una decorazione piacevole, un punto d'interesse o curiosità, all'interno dei vostri spazi quotidiani e sicuramente un toccasano per la vostra salute!
Il prezzo di vendita è di 95 Euro




per visionare tutti gli estintori disponibili:
http://www.fire-design.fr/epages/270867.sf

Fonte: Kapsteur.com

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