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mercoledì 16 febbraio 2011

TEMPORARY SHOP: 10 BUONE RAGIONI PER REALIZZARNE UNO

Ecco le 10 regole che dovrebbero "convincervi" che la realizzazione di un Temporary Store è un ottimo investimento e sopratutto low coast:
  1. Creare l'evento
  2. Giocare la carta dell'acquisto d'impulso
  3. Trasmettere emozioni correlate al brand
  4. Fare tendenza
  5. Realizzare i presupposti per vendite esclusive
  6. Profilare il proprio consumatore
  7. Sperimentare un monomarca a costi limitati
  8. Apparire fisicamente( per le aziende che operano solo online)
  9. Giocare la carta della mobilità
  10. Vendere in particolari periodi dell'anno
[Il Temporary Shop. Lupetti]

Ed ecco alcune immagini dell'ultimo Temporary Shop che ho realizzato in collaborazione con l'Atelier Designtrasparente, e  Michele Fanfulli Studio. presso la Drugstore Gallery Portuense.

Moduli espositivi temporaney

Le atmosfere underground del Temporary realizzato alla Drugstore Gallery

Foto di : Andrea Rubbo

lunedì 8 marzo 2010

Il Temporary Shop di Monocle


Vi posto alcune immagini ed i link del temporary shop che la rivista Monocle ha aperto a febbraio presso il negozio Malmsten di Stoccolma.



Nello spazio allestito per l'occasione, sono stati presentati dei prodotti unici che non si trovano in commercio di Comme des Garçons, Drake e due complementi d'arredo disegnati da Carl Malmsten.



Come è consuetudine per questo tipo di negozi, anche il Monocle store è rimasto aperto per poche settimane, per poi chiudere i battenti.
Ve lo siete perso insieme a tutti i prodotti in vendita?
Niente paura potete acquistarli online sul sito di  Monocle
La prossima volta fate più attenzione!!





Fonte: Notcot

lunedì 22 febbraio 2010

Fattore PH al POLI.DESIGN


Un mese fa sono arrivato nella fredda e grigia Milano, capitale della moda e del design, con la voglia e la convinzione che un esperienza in questa città mi avrebbe arricchito ed “aperto” la mente a nuove ed interessanti opportunità lavorative.
Sapevo dove alloggiare,sapevo che avrei seguito un master di formazione al POLI.DESIGN in Exhibition Design e Temporary Space e che sarei tornato da lì a un mese nella mia amata città natale.
Non sapevo altro!
Tutto il resto era misterioso e risiedeva soltanto nella mia mente.
Fin dal primo giorno è stato chiaro che il corso era quello che mi serviva per completare la mia ricerca di contatti e “menti curiose” che da tempo desideravo.
Docenti preparati,simpatici e stimolanti, compagni di banco curiosi e determinati, che cercavano,come il sottoscritto, d’assorbire come una spugna le novità e le dritte “dispensate” dall’esperienza dei nostri docenti.
Le prime due settimane sono passate velocemente tra lezioni interessanti e goliardici aperitivi a fine serata.
Ma non sapevo cosa mi sarebbe capitato nelle altre due che restavano!
A differenza delle precedenti, nelle ultime due settimane di corso , tutti i gruppi di lavoro(sette per la precisione) dovevano cimentarsi nella stesura di un progetto, fare i conti con il pochissimo tempo a disposizione e le incomprensioni che i diversi approcci lavorativi, inevitabilmente, avrebbero suscitato.
Caffè, nottate insonni,render e chiavette usb, sono state le compagne di viaggio che insieme al fattore PH (il mio gruppo di lavoro) mi hanno traghettato verso l’ultimo giorno di corso dove ci aspettava la presentazione del progetto, in questo caso uno stand, che le nostri cinque menti all’unisono avevano elaborato.



“…Mi avete emozionato….” È stata l’espressione di commento, alla fine della presentazione del lavoro, da parte del responsabile marketing dell’azienda.
Sicuramente il regalo più gradito dopo tanto lavoro!
Questo breve post è per ringraziare Gianmarco,Ilaria,Giovanna e Annalaura (fattore PH), che hanno sopportato le mie “pazzie” progettuali.


I docenti Andrea Manfredi,Barbara Bisconcini,Gianpietro Sacchi e Marina Monteforte, che hanno sempre risposto cordialmente alle milioni di domande che gli ho posto, al direttore Nicola Ticozzi (Taac) e a tutto lo staff del corso del POLI.DESIGN di Milano.
Un ringraziamento particolare alla macchinetta del quinto piano che distribuiva, sotto lauta ricompensa, il caffè e a tutti i miei compagni di master che hanno avuto il piacere di conoscermi!

Un esperienza unica che ho avuto il piacere di vivere! Grazie a tutti.
Info sul corso di : Temporary Space & Exhibition Design

mercoledì 17 febbraio 2010

Dr.Martens pop-up store a Londra


Vi posto alcune immagini del primo pop-up store realizzato dalla Dr.Martens a Londra.




Photos: Hufton Crow
Fonte: Frame
Progetto by: Campaign

mercoledì 20 gennaio 2010

TEMPORARY STORE


Tutto è partito dalle grandi metropoli del mondo occidentale.
New York, Berlino, Parigi e ora, dopo aver conquistato Milano, si sta diffondendo in tutta Italia.
E' l'ultima frontiera del marketing: il Temporasry Space, negozi aperti a tempo determinato che compaiono all'improvviso nel contesto urbano e velocemente si dissolvono.
Ma perchè il Temporary Space piace e si sta diffondendo così tanto tra le strategie di marketing delle aziende?
Perchè ottimizzano i costi, valorizzano la marca, aumentano la notorietà e sono utilissimi alle aziende per lanciare nuovi prodotti sul mercato o per effettuare test su linee sperimentali.
Tutto questo senza investire ingenti cifre per l'apertura di uno store tradizionale o per campagne di comunicazione a vasta scala.
Ma di cosa ha bisogno il Temporary Store per essere realmente efficace?
Principalmente di due cose.
La visibilità prima di tutto. Quindi la location deve essere posizionata in una zona di passaggio, molto visibile e solitamente con grandi pareti vetrate su strada.
Fondamentali sono poi gli eventi associati, che catalizzano l'attenzione del consumatore, lo coinvolgono e divertono
All'interno di questi "luoghi" infatti, si "consumano esperienze" più che prodotti.
Lo scopo principale è la comunicazione e non la vendita.
Lo spazio ottimale per un Temporary Store è di circa 150/200 mq ed il tempo di "vita" medio di è di circa 30 giorni.



Chi ci legge?